C’è un momento, nella vita di ogni giovane, in cui la strada si apre davanti come un orizzonte infinito. È il tempo delle domande, delle scelte, delle paure e dei sogni. È il tempo in cui il cuore cerca qualcosa di vero, qualcosa che valga davvero la pena vivere.
Domenica 12 aprile 2026 alle ore 19:00, al Santuario Sant’Antonio di Padova di Barcellona Pozzo di Gotto, questo momento prenderà forma, volto, storia. Non sarà semplicemente un incontro. Non sarà solo una celebrazione. Sarà una chiamata.
La Gioventù Francescana (GiFra) apre le sue braccia e il suo cuore a un gruppo di adolescenti che hanno deciso di mettersi in cammino. Ragazzi e ragazze con nomi concreti, storie vere, vite in crescita: Andrea, Alice, Denise, Filippo, Gabriel, Greta, Matteo, Nino, Salvo Andrea, Samuele. Non sono nomi su un foglio. Sono vite che stanno dicendo “sì”.
Un rito che è molto più di un gesto
Il rito di iniziazione non è una formalità. È una soglia.
È il momento in cui un giovane decide di non restare spettatore della propria vita, ma di diventare protagonista. È il passo in cui si sceglie di camminare non da soli, ma dentro una fraternità. È l’inizio di un percorso che porta a scoprire che il Vangelo non è un libro antico, ma una parola viva che può cambiare tutto.
Nel cuore della celebrazione eucaristica delle ore 19, questi ragazzi diranno, magari con emozione e timore, ma anche con gioia:
“Eccomi.”
E Dio, che non smette mai di chiamare, risponderà nel silenzio del loro cuore.
La bellezza di una scelta controcorrente
In un tempo in cui spesso ai giovani viene proposto di vivere in superficie, questi adolescenti scelgono la profondità.
In un mondo che spinge all’individualismo, scelgono la fraternità.
In una cultura che esalta l’apparire, scelgono l’essere.
Entrare nella GiFra significa mettersi alla scuola di san Francesco, imparare la semplicità, la gioia, la libertà del cuore. Significa scoprire che la felicità non è possedere, ma donarsi. Non è dominare, ma servire. Non è trattenere, ma lasciarsi amare da Dio e imparare ad amare.
Una comunità che accompagna
Questo evento non riguarda solo chi riceve il rito.
Riguarda tutta la comunità.
Ogni famiglia, ogni educatore, ogni guida, ogni fratello e sorella nella fede è parte di questo momento. Perché nessuno cresce da solo. E ogni vocazione ha bisogno di uno sguardo che incoraggia, di una mano che sostiene, di una comunità che crede.
Quella sera, il Santuario non sarà solo un luogo. Sarà una casa che accoglie, una Chiesa che genera, una famiglia che festeggia.
La gioia che nasce dal Vangelo
“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile.
E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”
Queste parole di san Francesco non sono un semplice slogan. Sono una promessa.
Ed è proprio questo che accadrà: piccoli passi, apparentemente semplici, diventeranno strade grandi, capaci di cambiare la vita.
Perché quando un giovane incontra davvero Cristo, niente resta come prima.
Nasce una gioia nuova. Una luce negli occhi. Una forza nel cuore.
Una domenica da vivere
Quella di domenica 12 aprile non sarà una data tra le altre.
Sarà un seme.
Un seme che porterà frutto negli anni.
Un seme che crescerà nel silenzio delle scelte quotidiane.
Un seme che, un giorno, diventerà testimonianza per altri giovani.
E forse, tra quei ragazzi, c’è già qualcuno che diventerà luce per il mondo, voce per chi non ha voce, segno dell’amore di Dio là dove nessuno lo aspetta.
La GiFra vi aspetta.
La Chiesa vi aspetta.
Dio vi aspetta.
E forse, senza saperlo, anche il vostro cuore sta già aspettando questo momento.
diacono Tonino Maiorana

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