C’è un silenzio particolare tra le mura di un carcere.
Non è solo assenza di rumore: è attesa, domanda, a volte ferita. È il silenzio di chi cerca ancora una parola capace di illuminare il buio, di aprire uno spiraglio dove tutto sembra chiuso.
È proprio lì, dentro questo silenzio, che nasce la bellissima iniziativa “Una Bibbia per ogni detenuto”, promossa dalla Pastorale Penitenziaria della Casa Circondariale “Vittorio Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto, con il sostegno prezioso della Caritas Diocesana di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela.
Donare una Bibbia a un detenuto non è un gesto simbolico qualunque.
È consegnare una Parola che resta, una presenza che non giudica, una compagnia che non abbandona. È mettere tra le mani di un uomo o di una donna feriti dalla vita un libro che sa parlare al cuore, anche quando tutto sembra perduto.
“Ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,36).
In questa iniziativa il Vangelo non resta scritto su una pagina, ma diventa carne, prossimità, attenzione concreta. Attraverso una Bibbia donata, entriamo davvero in quelle celle, sediamo accanto a chi è solo, camminiamo insieme a chi cerca riscatto.
Ogni Bibbia consegnata è una porta che si apre.
È una notte che può essere attraversata con una luce.
È una storia che può ricominciare, magari lentamente, ma con una certezza nuova: Dio non si è mai allontanato.
Un grazie grande e sincero va al cappellano della Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, don Josef Ellul, all’aspirante al diaconato permanente Michele Munafò e a tutti i volontari, segni concreti di una Chiesa che non dimentica nessuno. Il loro servizio quotidiano è testimonianza viva di un Vangelo che si fa ascolto, pazienza, accompagnamento.
Un ringraziamento altrettanto sentito alla Caritas Diocesana, che ancora una volta dimostra come la carità non sia solo assistenza, ma relazione, dignità, speranza restituita.
Questa iniziativa interpella ciascuno di noi.
Non è “qualcosa che fanno altri”. È un invito personale: anche tu puoi esserci. Anche tu puoi diventare parte di questo cammino, consegnando una Bibbia, sostenendo l’iniziativa, sentendoti corresponsabile di una speranza che passa di mano in mano.
Perché quando una Bibbia entra in carcere, non entra solo un libro.
Entra una voce che dice: non sei solo.
Entra una promessa che dice: la tua storia non è finita.
Entra una Chiesa che sa farsi vicina, senza paura.
Forse, senza accorgercene, mentre doniamo una Bibbia, siamo noi i primi a essere visitati.
Chiunque desidera partecipare a questa iniziativa può consegnare la Bibbia presso la propria parrocchia, oppure contattare don Josef Ellul o il dott. Tindaro Giovinazzo per concordare la consegna.
Un gesto semplice, alla portata di tutti, che diventa annuncio di speranza.
Perché una Bibbia donata non è solo un libro: è una presenza che accompagna, una luce che non si spegne, una Parola che continua a dire anche dietro le sbarre che ogni vita è preziosa e che nessuna storia è mai definitivamente chiusa.
Doniamo una Bibbia.
Lasciamoci anche noi visitare dal Vangelo.
✍️ Diacono Tonino Maiorana

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