Alla vigilia di Tutti i Santi, la GiFra di Barcellona propone una serata di festa che può diventare occasione per riscoprire la bellezza di una vita aperta a Dio e agli altri.
diacono Tonino Maiorana
Ci sono sere in cui esci di casa con il desiderio semplice di incontrare qualcuno, ascoltare musica, sorridere. Ti porti dentro la settimana appena trascorsa: qualche soddisfazione, una delusione, parole rimaste in gola. Forse nessuno se ne accorge, ma anche mentre ridi custodisci una domanda: dove sto andando? Che cosa rende davvero bella la mia vita?
Sulla locandina di Holyween, tra ombre e bagliori, una scala sale verso la luce. E una frase sembra venirti incontro: «Il male ti tenta. Il bene ti chiama. Tu cosa scegli?»
Puoi leggerla in fretta, come uno slogan. Oppure fermarti un istante e lasciare che raggiunga proprio quel punto della tua vita nel quale stai rimandando una scelta.
Il male, infatti, spesso entra nelle giornate attraverso gesti piccoli, quasi inosservati. Una battuta che umilia qualcuno e fa ridere tutti. Un messaggio al quale scegliamo di non rispondere per ferire. L’indifferenza davanti a chi resta solo. Il rancore che custodiamo perché ci sembra di averne diritto.
Anche il bene abita le cose piccole. Ti chiama quando potresti accorgerti di chi è rimasto ai margini. Quando puoi chiedere scusa senza aspettare che cominci l’altro. Quando scegli una parola capace di rialzare una persona.
È lì che la santità comincia a prendere carne.
Alla vigilia della solennità di Tutti i Santi, questa parola torna a bussare alla nostra porta. “Santità” può sembrarci lontana, riservata ai volti dipinti nelle chiese. Eppure quei volti appartengono a uomini e donne che hanno conosciuto la fatica, il dubbio, la tentazione, le lacrime. Persone che hanno imparato ad affidarsi a Dio dentro una storia concreta.
La santità cresce quando permettiamo all’amore di cambiare il nostro modo di vivere. In famiglia, a scuola, al lavoro, nelle amicizie. Anche quando costa. Anche quando nessuno applaude.
Francesco d’Assisi può accompagnarci su questa strada. Il suo incontro con il lebbroso racconta quanto profondamente la grazia possa trasformare uno sguardo: una persona dalla quale tenersi lontani diventa un fratello da abbracciare. Il cammino verso Dio passa attraverso quella vicinanza, attraverso il coraggio di lasciarsi toccare dalla vita dell’altro.
È una domanda preziosa anche per noi: chi faccio fatica ad avvicinare? Di chi conosco soltanto l’etichetta, il difetto, l’errore?
Forse proprio lì ci attende il prossimo passo.
L’iniziativa della Gioventù Francescana di Barcellona, in programma il 31 ottobre alle ore 21:00 presso il Convento Sant’Antonio di Padova a Barcellona Pozzo di Gotto, offre uno spazio per incontrarsi e condividere la gioia. Il programma annunciato comprende buffet, giochi e DJ set con Manuel Giordano: occasioni semplici nelle quali può crescere qualcosa di prezioso, il sentirsi parte di una fraternità.
Una festa diventa umanamente ricca quando chi arriva trova qualcuno che lo saluta, quando un gruppo sa allargare il cerchio, quando ciascuno può sentirsi accolto. Anche così una comunità cristiana rende visibile il Vangelo.
Il richiamo della locandina a vestirsi da santo può allora suggerire un piccolo esercizio del cuore: conoscere la storia della persona che scegliamo di rappresentare e domandarci quale suo gesto potremmo portare nella nostra giornata. La fiducia, il servizio, la pazienza, la libertà di condividere.
E ciascuno può arrivare con la propria fragilità. Davanti a Dio possiamo riconoscere ciò che ci pesa, chiedere perdono e ricominciare. La sua misericordia ci raggiunge e ci mette in cammino; ci dona il coraggio di assumerci la responsabilità del bene possibile.
Guardo ancora quella scala sulla locandina. Penso a quanti, davanti a una salita, si sentono già stanchi. A chi ha provato a cambiare e poi è caduto di nuovo. A chi teme che ormai sia troppo tardi.
A te che ti senti così vorrei dire: puoi compiere un passo, oggi. Una telefonata rimandata. Una riconciliazione cercata. Un aiuto offerto. Una preghiera sincera, magari fatta soltanto di poche parole: «Signore, eccomi. Aiutami».
La luce di Dio raggiunge anche il gradino sul quale ti trovi adesso.
Il 31 ottobre potremo vivere una serata di musica, amicizia e allegria portando con noi questa consapevolezza: siamo amati e chiamati a far crescere l’amore. E quando la festa sarà finita, quella chiamata continuerà nelle nostre case e lungo le nostre strade.
Il bene ti chiama. Forse ha la voce discreta di qualcuno che aspetta proprio te.

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