Ci sono parole che si leggono e si dimenticano. E poi ci sono parole che arrivano dritte al cuore, che ti costringono a fermarti, a rileggere, a ripensare a un intero tratto della tua vita.
In questi giorni, mentre si avvicina il momento del mio pensionamento dopo tanti anni trascorsi tra i banchi di scuola, ho ricevuto numerosi messaggi di affetto. Ognuno di essi rappresenta un dono prezioso. Ma ce ne sono alcuni che, per la loro sincerità, riescono a toccare corde profonde dell’anima.
Uno di questi mi è stato inviato da un mio ex alunno.
Mi ha scritto:
“Buongiorno professore, mi scusi se la disturbo, volevo mandarle un messaggio di augurio per il suo pensionamento. Sono contento per lei per il raggiungimento di questo traguardo importante e sicuramente potrà dedicarsi totalmente a tutte le sue passioni e a godersi a pieno la vita. Volevo anche ringraziarla per aver avuto la possibilità di essere suo alunno, non dimentico mai le sue lezioni e le sue parole anche perché mi sono tornate molto utili nei miei percorsi di vita, anche se forse non davo l’impressione di essere molto attento le garantisco che lo ero e molte sue lezioni le ho apprezzate tantissimo anche se non ho mai avuto il coraggio di dirglielo per il mio carattere un po’ chiuso. Prof, o se mi permette, Tonino, le rinnovo i miei più sentiti auguri e le auguro tutto il bene che posso mai augurare a una persona che mi ha insegnato molto.”
Confesso che leggendo queste parole mi sono emozionato.
Noi insegnanti entriamo ogni giorno in classe con una lezione da spiegare, un programma da svolgere, una verifica da correggere. Ma, spesso senza rendercene conto, stiamo seminando qualcosa che va ben oltre i contenuti di una disciplina.
Seminiamo valori.
Seminiamo fiducia.
Seminiamo speranza.
A volte abbiamo l’impressione che quei semi cadano su un terreno distratto, che le nostre parole si perdano nel rumore della quotidianità. E invece, anni dopo, scopriamo che qualcuno le ha custodite nel cuore.
Scopriamo che un ragazzo apparentemente silenzioso ascoltava.
Che un giovane apparentemente disinteressato rifletteva.
Che una parola detta quasi per caso è diventata una luce in un momento importante della sua vita.
Per questo ho voluto rispondere a Michele con tutto il cuore:
“Carissimo, le tue parole mi hanno profondamente commosso. Ricevere un messaggio come il tuo è uno dei doni più belli che possa portare con me al termine della mia esperienza scolastica. Sapere che alcune mie lezioni, qualche riflessione e qualche consiglio hanno lasciato un segno nel tuo cammino di vita è per me una gioia immensa. Ti confesso che spesso noi insegnanti seminiamo senza sapere dove il seme cadrà e se un giorno porterà frutto. Il tuo messaggio mi conferma che ogni parola pronunciata con il cuore non va mai perduta. Ti ringrazio per l’affetto, la stima e la sincerità con cui mi hai scritto. Non preoccuparti se a volte sembravi distratto: oggi hai dimostrato che ascoltavi molto più di quanto lasciassi vedere. Ti auguro di custodire sempre i tuoi sogni, di affrontare la vita con coraggio e di non smettere mai di cercare il bene, la verità e la bellezza. Sono certo che il Signore accompagnerà i tuoi passi e benedirà il tuo cammino. Grazie di cuore per il pensiero che hai avuto per me. Lo conserverò tra i ricordi più belli della mia vita di docente.”
Mentre mi preparo a lasciare la scuola, mi accorgo che il vero stipendio di un insegnante non è quello che riceve a fine mese.
Il vero stipendio sono i volti.
Sono gli incontri.
Sono le storie condivise.
Sono i ragazzi che diventano uomini e donne e che, a distanza di anni, trovano ancora il tempo di scriverti per dirti semplicemente: “Grazie”.
E in quel momento comprendi che nessuna lezione è stata inutile.
Che nessun giorno trascorso in classe è andato perduto.
Che educare è uno dei modi più belli per lasciare una traccia nel mondo.
Grazie al mio ex alunno.
E grazie a tutti gli alunni che in questi anni mi hanno insegnato, forse senza saperlo, che il cuore di un docente continua a battere dentro le vite dei suoi studenti anche quando il suono della campanella si è ormai spento.
Diacono Tonino Maiorana
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