Padre Fortunato De Luca, padre Antonino Merlino, padre Luigi La Rosa e padre Giovanni Tomaso celebrano insieme il 52° anniversario della loro ordinazione sacerdotale.
Ci sono giorni che il tempo non riesce a consumare. Rimangono vivi nella memoria come una luce accesa, perché in essi Dio ha pronunciato una parola capace di cambiare per sempre la vita di un uomo.
Per padre Fortunato De Luca, padre Antonino Merlino, padre Luigi La Rosa e padre Giovanni Tomaso, quel giorno porta una data precisa: 26 settembre 1974.
Nella Basilica Cattedrale di Messina, davanti al popolo di Dio e mediante l’imposizione delle mani dell’arcivescovo mons. Francesco Fasola, quattro giovani consegnarono la propria vita al Signore. Non sapevano ancora dove li avrebbe condotti quella chiamata. Non conoscevano i volti che avrebbero incontrato, le comunità che sarebbero state loro affidate, le gioie che avrebbero condiviso e le lacrime che avrebbero asciugato.
Conoscevano soltanto la voce che li aveva chiamati:
«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto» (Gv 15,16).
Quel giorno pronunciarono il loro “eccomi”. Da allora sono trascorsi cinquantadue anni.
Cinquantadue anni che profumano di Vangelo
Cinquantadue anni di sacerdozio non possono essere racchiusi in una cifra. Sono migliaia di Eucaristie celebrate, assoluzioni donate, bambini battezzati, giovani accompagnati, sposi benedetti, ammalati visitati e persone affidate alla misericordia di Dio nel momento dell’ultimo saluto.
Sono domeniche vissute all’altare e giorni feriali trascorsi tra la gente. Sono porte aperte, telefonate ricevute nel cuore della notte, mani strette, silenzi condivisi e parole pronunciate quando sembrava difficile trovarne una.
Il sacerdote, infatti, non appartiene più soltanto a se stesso. La sua vita diventa pane spezzato, tempo donato, presenza offerta. Attraverso la sua povertà umana, Cristo continua a farsi vicino al suo popolo.
I quattro sacerdoti ordinati insieme hanno seguito strade pastorali diverse, ma sono rimasti uniti dalla stessa sorgente: la grazia ricevuta in quel lontano 26 settembre.

Padre Fortunato De Luca: educare alla fede con pazienza
Nato a Milazzo il 5 luglio 1949, padre Fortunato ha unito al ministero pastorale una solida preparazione teologica, pedagogica e musicale. Dopo il baccellierato in Teologia, conseguì la licenza in Teologia pastorale catechetica e la laurea in Pedagogia; studiò inoltre pianoforte, organo e composizione organistica.
Per oltre trent’anni ha insegnato Religione nelle scuole e, per quindici anni, ha formato i laici presso l’Istituto “Mater Ecclesiae” di Barcellona Pozzo di Gotto. Dopo i primi incarichi a Santa Caterina Valverde e a San Paolo di Camaro Inferiore, nel 1978 divenne parroco di Santa Maria del Tindari a Condrò, dove rimase per trentuno anni. Dal gennaio 1989 guida la comunità di Santa Maria dell’Idria a Barcellona Pozzo di Gotto.
Il suo è un ministero segnato dalla catechesi, dall’educazione e dalla perseveranza. Un lungo cammino nel quale la Parola è stata seminata giorno dopo giorno, spesso nel nascondimento, con la pazienza di chi sa che la crescita appartiene a Dio.
Dietro cinquantadue anni di sacerdozio ci sono intere generazioni che lo hanno incontrato come parroco, insegnante, guida spirituale e padre nella fede.
Padre Antonino Merlino: la fede che genera bellezza
Originario di Torregrotta, padre Antonino Merlino ha legato gran parte del proprio ministero alla comunità di San Nicolò a Venetico Superiore, servendo anche Fondachello Valdina.
Nel suo cammino sacerdotale emerge con forza l’amore per la Vergine Maria e per la bellezza come strada capace di avvicinare l’uomo a Dio. Segno concreto di questa spiritualità è il Centro di Spiritualità “Nostra Signora di Lourdes”, da lui fortemente voluto e divenuto meta di pellegrinaggi.
Il 3 ottobre 1980 ebbe la gioia di concelebrare l’Eucaristia con san Giovanni Paolo II.
Nel 2024, in occasione del cinquantesimo anniversario sacerdotale, il Comune di Venetico gli ha conferito la cittadinanza onoraria, riconoscendo il suo lungo impegno religioso, culturale e sociale.
Oggi è parroco di San Nicolò, rettore della chiesa ex conventuale della Santissima Trinità e membro del Consiglio presbiterale diocesano.
Nel suo ministero, arte e fede si incontrano: perché una chiesa custodita, un’immagine valorizzata e uno spazio restituito alla preghiera possono diventare una silenziosa catechesi sulla bellezza di Dio.
Padre Luigi La Rosa: custodire la memoria per annunciare il Vangelo
Padre Luigi La Rosa, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, è parroco della Parrocchia San Clemente a Messina e componente dell’équipe sinodale diocesana.
Accanto al ministero pastorale ha coltivato un’intensa attività di studio e insegnamento. Professore di Storia della catechesi presso l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina, è autore di importanti studi sulla trasmissione della fede, tra i quali Storia della catechesi in Sicilia e Dire Dio nel Medioevo.
La sua ricerca non è semplice interesse per il passato. Studiare come il Vangelo sia stato annunciato attraverso i secoli significa comprendere che la fede viene consegnata da una generazione all’altra, attraverso linguaggi, culture e testimonianze differenti.
Nel gennaio 2024 è stato invitato a presentare la figura del beato Antonio Franco, mostrandone l’attualità spirituale e pastorale.
Padre Luigi ricorda così alla Chiesa che custodire la memoria non significa vivere rivolti all’indietro, ma riconoscere le radici dalle quali può germogliare un annuncio sempre nuovo.
Padre Giovanni Tomaso: una vita accanto alle comunità
Padre Giovanni Tomaso ha ricevuto il dono di accompagnare comunità profondamente legate al proprio territorio. È parroco della Madonna della Pace al Villaggio UNRRA di Contesse e della Parrocchia San Nicola di Bari a Pezzolo.
A Pezzolo svolge il suo servizio pastorale dal 1975. La sua presenza è diventata parte della storia del villaggio, con le sue tradizioni, le sue difficoltà e il suo desiderio di non sentirsi dimenticato. Per quasi tutta la sua vita sacerdotale ha camminato accanto a quel popolo, condividendone la fede semplice, le feste, le fatiche e le speranze.
Il suo ministero racconta la fedeltà di chi rimane. Di chi non considera una comunità troppo piccola o periferica per essere amata. Di chi continua a celebrare, ascoltare e accompagnare, ricordando che per Dio non esistono luoghi marginali e che ogni persona merita di sentirsi parte viva della Chiesa.
Proprio la parrocchia Madonna della Pace, affidata alla sua cura pastorale, accoglierà quest’anno i quattro confratelli per la celebrazione del loro anniversario.
Ancora insieme davanti allo stesso altare
Sabato 26 settembre 2026, alle ore 18:30, padre Fortunato, padre Antonino, padre Luigi e padre Giovanni si ritroveranno nella Parrocchia Madonna della Pace a Contesse.
Cinquantadue anni dopo, saranno ancora insieme davanti allo stesso Pane e allo stesso Calice.
I capelli sono diventati bianchi, il passo forse più lento, i volti portano i segni del tempo e delle tante storie incontrate. Ma la chiamata è ancora viva. È la stessa voce che, tanti anni fa, li invitò a lasciare tutto e a seguirla.
Quella sera l’altare della Madonna della Pace raccoglierà idealmente tutte le comunità servite da questi sacerdoti: Santa Maria dell’Idria, Condrò, San Nicolò di Venetico, San Clemente, Pezzolo, Contesse e gli altri luoghi attraversati dal loro ministero.
Con loro saliranno all’altare i nomi, i volti e le storie di migliaia di persone. Alcune saranno presenti fisicamente; altre parteciperanno da lontano; altre ancora celebreranno ormai nella liturgia del cielo.
Il grazie delle nostre comunità
Questa ricorrenza non appartiene soltanto ai quattro sacerdoti. Appartiene alla Chiesa che li ha generati, alle comunità che li hanno accolti e a tutti coloro che, attraverso il loro ministero, hanno incontrato la tenerezza di Dio.
Partecipare alla celebrazione significa dire grazie al Signore per il dono del sacerdozio. Significa riconoscere che, nonostante le fragilità umane, Cristo continua a scegliere uomini ai quali affidare la sua Parola, il suo perdono e il suo Corpo.
Come comunità di Santa Maria dell’Idria, accompagneremo padre Fortunato con affetto e riconoscenza. Andremo insieme non soltanto per festeggiare una data, ma per stringerci attorno a lui e ai suoi confratelli, mostrando che il ministero ordinato cresce e porta frutto dentro una comunità che prega, sostiene e cammina nella comunione.
Caro padre Fortunato, cari padre Antonino, padre Luigi e padre Giovanni, grazie per il vostro “sì”.
Grazie per le volte in cui avete celebrato anche nella stanchezza; per le parole pronunciate quando qualcuno aveva bisogno di speranza; per il pane spezzato, il perdono donato e la fede custodita.
Il Signore, che vi chiamò cinquantadue anni fa, rinnovi ogni giorno la gioia del vostro primo incontro con Lui. Maria, Madre della Chiesa e Regina della Pace, vi avvolga nel suo manto e continui a guidare i vostri passi.
E quando sabato vi ritroverete ancora una volta attorno all’altare, possa risuonare nel vostro cuore la promessa di Cristo:
«Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).
Sabato 26 settembre 2026 – ore 18:30
Parrocchia Madonna della Pace – Contesse, Messina
diacono Tonino Maiorana
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