Mons. Santino Colosi celebra il suo Giubileo presbiterale
Ci sono date che non appartengono soltanto alla storia personale di un uomo. Diventano memoria condivisa, rendimento di grazie, occasione per rileggere il cammino compiuto e riconoscere, dietro il susseguirsi degli anni, la presenza discreta e fedele di Dio.
Il 18 settembre 2026 sarà una di queste date.
Esattamente cinquant’anni prima, il 18 settembre 1976, il giovane Santino Colosi riceveva l’ordinazione sacerdotale dalle mani di mons. Salvatore Di Salvo. Quel giorno iniziava un viaggio fatto di altari e strade, celebrazioni e incontri, parole pronunciate e silenzi custoditi, volti accolti e comunità accompagnate.
Cinquant’anni dopo, mons. Santino Colosi ritorna idealmente davanti a quell’altare per pronunciare ancora il suo “eccomi”. Non più con l’emozione del giovane sacerdote che guarda al futuro, ma con la gratitudine dell’uomo che porta nel cuore una lunga storia di grazia, di servizio e di umanità.
Cinquant’anni dentro la vita della gente
Nato a Pace del Mela il 2 febbraio 1952, mons. Colosi ha attraversato mezzo secolo di storia ecclesiale e sociale senza rimanerne spettatore. Il suo ministero si è svolto dentro la vita concreta delle comunità: accanto alle famiglie, ai giovani, agli anziani, agli ammalati, ai poveri e alle persone ferite dalla vita.
Dal 1988 al 1998 è stato parroco della Parrocchia Santa Maria della Visitazione di Pace del Mela, la sua terra d’origine. Sono stati anni intensi, segnati anche dall’insegnamento della religione, dall’attenzione verso i giovani e dall’impegno civile e sociale, soprattutto in favore di chi aveva meno voce.
Nel 1998 fu chiamato a guidare la Parrocchia Santo Stefano Protomartire, Duomo di Milazzo. Per circa tredici anni ha camminato accanto alla comunità milazzese, condividendone la fede, le tradizioni, le speranze e le prove.
Dal 2011 è parroco e arciprete della Parrocchia Santa Maria Assunta di Pozzo di Gotto, a Barcellona Pozzo di Gotto. Attualmente è anche rettore della chiesa ex conventuale di San Francesco d’Assisi dei Cappuccini e canonico effettivo del Capitolo della Concattedrale di Santa Lucia del Mela.
Nomi, date e incarichi, tuttavia, non riescono a raccontare completamente una vocazione.
Dietro ogni tappa ci sono migliaia di persone incontrate; bambini diventati adulti; giovani accompagnati nelle loro scelte; sposi benedetti nel giorno del matrimonio; famiglie sostenute nella sofferenza; anziani visitati; lacrime asciugate; mani strette nei momenti in cui le parole non bastavano più.
Perché cinquant’anni di sacerdozio non si misurano soltanto con il calendario. Si misurano con i volti.
Una Chiesa che abita il territorio
Il Giubileo presbiterale di mons. Santino Colosi non sarà vissuto come una semplice commemorazione, ma come un’occasione per interrogarsi sul compito della comunità cristiana nel nostro tempo.
Il tema scelto per il convegno del 17 settembre è particolarmente significativo:
“La comunità cristiana al servizio dell’uomo. Una presenza nel territorio: ascolto e prospettive”.
Non si tratta soltanto del titolo di un incontro. In queste parole è possibile riconoscere una precisa visione della Chiesa: una comunità che non rimane chiusa nelle sacrestie, ma ascolta il territorio, ne conosce le ferite e se ne assume le speranze.
Una Chiesa che si fa prossima.
Una Chiesa che non domanda innanzitutto alle persone da dove vengano, ma si accorge di dove stanno andando e delle fatiche che portano nel cuore.
Una Chiesa capace di ascoltare il grido dei poveri, la solitudine degli anziani, lo smarrimento dei giovani, la sofferenza delle famiglie, il dramma dei migranti e la vulnerabilità dei minori che giungono nella nostra terra senza essere accompagnati.
Il convegno si terrà giovedì 17 settembre, alle ore 18:30, nell’Auditorium San Vito. Modererà l’incontro Tindaro Bellinvia. Dopo il saluto della sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto, Melangela Scolaro, interverranno padre Gregorio Battaglia della Fraternità carmelitana, padre Nino Basile, direttore della Caritas diocesana, il diacono Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio Migrantes, e Raffaella Campo, tutrice dei minori non accompagnati.
Saranno particolarmente coinvolte le Caritas parrocchiali, le associazioni di volontariato, gli operatori del Terzo settore, le cooperative sociali e l’intera comunità cittadina.
Sarà un momento di ascolto e di confronto, ma anche un modo concreto per ricordare che il Vangelo diventa credibile quando si trasforma in prossimità, accoglienza e servizio.
Il cuore del Giubileo: l’Eucaristia
Il momento centrale delle celebrazioni sarà vissuto venerdì 18 settembre, alle ore 19:00, nel Duomo di Santa Maria Assunta di Barcellona Pozzo di Gotto.
La solenne Celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Giovanni Accolla.
Tutto ritornerà lì, attorno all’altare.
Ritorneranno idealmente le comunità servite, le persone incontrate, i confratelli conosciuti lungo il cammino, gli amici, i collaboratori e quanti hanno condiviso un tratto di strada con mons. Colosi.
Ci saranno anche coloro che non potranno essere fisicamente presenti, ma che hanno lasciato una traccia indelebile nella sua vita sacerdotale.
Ogni volto, ogni incontro, ogni gioia e ogni sofferenza confluiranno nel pane e nel vino deposti sull’altare. Perché l’Eucaristia è il luogo nel quale la vita di un sacerdote ritrova continuamente la propria sorgente e la propria meta.
Dopo cinquant’anni, il sacerdote comprende ancora più profondamente che nulla gli appartiene: né la Parola che annuncia, né i sacramenti che celebra, né la comunità che gli viene affidata. Tutto è dono ricevuto e riconsegnato.
Il sacerdote è chiamato semplicemente a esserci: con la sua fede e le sue fragilità, con il suo entusiasmo e le sue stanchezze, lasciando che Cristo continui a servire, consolare e amare attraverso la sua vita.
La gratitudine diventa canto
Le celebrazioni si concluderanno sabato 19 settembre, alle ore 19:00, nel Duomo di Santa Maria Assunta, con un oratorio musicale.
Dopo la riflessione e l’Eucaristia, sarà la musica a esprimere ciò che spesso le parole non riescono a dire. Il canto diventerà memoria, preghiera e ringraziamento per una vita consegnata al Signore e alla Chiesa.
Saranno tre giorni distinti, ma profondamente uniti: il servizio all’uomo, l’Eucaristia e la bellezza. Tre dimensioni che raccontano il ministero sacerdotale come una vita donata, spezzata e condivisa.
Non un traguardo, ma un nuovo “eccomi”
Cinquant’anni possono sembrare un traguardo. Per un sacerdote, però, rappresentano soprattutto un nuovo inizio.
Il Giubileo non è il momento nel quale ci si ferma a contemplare ciò che è stato fatto. È il tempo in cui ci si volta indietro per riconoscere la fedeltà di Dio e poi si guarda avanti, con rinnovata fiducia.
Mons. Santino Colosi giunge a questo anniversario portando con sé una lunga esperienza pastorale, una profonda conoscenza del territorio e l’amore per un patrimonio religioso, artistico e popolare che non è soltanto qualcosa da conservare, ma una memoria viva da trasmettere alle nuove generazioni.
Il suo cinquantesimo anniversario sacerdotale diventa così la festa di tutte le comunità che ha servito e delle persone che hanno incrociato il suo cammino.
È il grazie di Pace del Mela, di Milazzo, di Barcellona Pozzo di Gotto e dell’intera Chiesa diocesana.
Ma è soprattutto il grazie rivolto al Signore, che continua a chiamare uomini disposti a consumare la propria esistenza in mezzo alla gente: uomini capaci di benedire, ascoltare, accompagnare e ricominciare.
Il 18 settembre, davanti all’altare, cinquant’anni di vita sacerdotale diventeranno una sola preghiera:
“Signore, grazie per avermi chiamato. Grazie per le persone che mi hai affidato. Grazie per aver camminato con me. Eccomi ancora, per continuare a servirti nei fratelli”.
diacono Tonino Maiorana


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