«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15,16)
Ci sono giorni in cui la Chiesa sente il battito del suo cuore più forte. Giorni in cui la memoria del passato e la speranza del futuro si incontrano nel presente della grazia. Sabato 3 gennaio 2026 sarà uno di questi giorni: una data che resterà impressa nella storia della nostra Chiesa diocesana come epifania della chiamata, fioritura della vocazione, dono per il Popolo di Dio.
Nella solenne cornice della Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta, alle ore 10.00, la comunità diocesana, insieme al Seminario Arcivescovile “San Pio X” e all’Almo Collegio Capranica di Roma, si radunerà attorno al proprio Pastore per una celebrazione carica di significato:
l’ordinazione diaconale del seminarista Andrea Vitale e l’ordinazione presbiterale dei diaconi Santi Crinò e Carmelo Luciano Puliafito.
Un’unica liturgia, tre storie, un solo Signore che chiama.
Andrea Vitale: il primo passo del servizio
In questo giorno di grazia, Andrea Vitale, seminarista della parrocchia Sacra Famiglia in Villaggio CEP – Messina, sarà ordinato diacono. Con lui, la Chiesa contempla la bellezza dell’inizio, il momento in cui la vocazione prende forma sacramentale nel segno del servizio.
Il diaconato non è una tappa secondaria, ma una scelta che imprime uno stile: quello del Cristo Servo. Andrea, inginocchiato davanti al Vescovo, offrirà la sua vita perché la Parola sia annunciata, l’altare servito, i poveri riconosciuti come sacramento vivente. È il grembiule che si indossa per sempre, è il Vangelo che si fa gesto concreto.
La sua ordinazione ricorda a tutti che ogni sacerdozio nasce dal servizio, e che non si diventa pastori se prima non si impara a essere fratelli.

Santi Crinò e Carmelo Luciano Puliafito: dal servizio all’altare
Accanto a questo inizio, la liturgia del 3 gennaio 2026 accoglie anche il compimento di un lungo cammino. I diaconi Santi Crinò e Carmelo Luciano Puliafito saranno ordinati presbiteri per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E. Rev.ma mons. Giovanni Accolla, Arcivescovo Metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e Archimandrita del SS. Salvatore.
Dopo anni di formazione, di studio, di vita comunitaria e di servizio pastorale, il loro “sì” diventa ora configurazione sacramentale a Cristo Capo e Pastore. Non per una dignità personale, ma per una missione: spezzare il Pane della Parola e dell’Eucaristia perché il mondo abbia la Vita.
Il diaconato vissuto, amato, incarnato, diventa ora grembo fecondo del sacerdozio. Il pane che hanno servito, ora lo consacreranno. La Parola che hanno proclamato, ora la offriranno come nutrimento quotidiano al popolo affidato loro.
Una sola chiamata, un’unica Chiesa
La forza di questa celebrazione sta proprio qui: un’unica liturgia che racconta l’intero dinamismo vocazionale della Chiesa.
– Andrea Vitale, che inizia il suo ministero come servo;
– Santi Crinò e Carmelo Luciano Puliafito, che ricevono la pienezza del sacerdozio ministeriale.
È la Chiesa che genera. È la Chiesa che accompagna. È la Chiesa che, nonostante le fragilità del tempo presente, continua a essere terra buona dove il seme della vocazione porta frutto.
Una gioia che continua
La festa non si esaurirà in Cattedrale. Domenica 4 gennaio 2026, i nuovi presbiteri presiederanno per la prima volta la Celebrazione Eucaristica nelle loro comunità di origine:
Don Santi Crinò, nella parrocchia Santa Maria del Piliere in Acquaficara;
Don Carmelo Luciano Puliafito, nella parrocchia Santa Maria Maggiore in Gala.
Lì dove tutto è iniziato, il dono ricevuto tornerà come benedizione.
Un invito che riguarda tutti
Questa giornata non è solo cronaca ecclesiale. È una chiamata rivolta a ciascuno di noi. Perché ogni vocazione accesa è una domanda che interpella: che cosa sto facendo della mia vita? Per chi la sto donando?
Il 3 gennaio 2026 sarà una pagina di Vangelo scritta nella storia della nostra diocesi. Una pagina che profuma di Eucaristia, di servizio, di futuro.
Accompagniamo Andrea, Santi e Carmelo Luciano con la preghiera, l’affetto e la gratitudine.
Perché il loro “sì” diventi, ogni giorno, un sì fedele, umile e fecondo.
E perché attraverso il loro ministero, molti possano incontrare il volto buono del Signore che chiama, consacra e invia.
✍️ Diacono Tonino Maiorana



Autore
Scopri di più da A.M.
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.