Il 15 ottobre l’ammissione tra i candidati all’Ordine Sacro di Roberto Di Bella e Joseph Mekongo
Ci sono giorni che non rappresentano semplicemente una data sul calendario. Ci sono giorni che diventano tappe di una storia, punti nei quali ci si ferma per guardare la strada percorsa e, nello stesso tempo, si trova il coraggio di continuare a camminare.
Per Roberto Di Bella e Joseph Mekongo, giovedì 15 ottobre 2026 sarà uno di questi giorni.
Alle ore 18.00, nella Parrocchia “Stella Maris” di Minissale, a Messina, durante la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla, Roberto e Joseph saranno ammessi tra i candidati all’Ordine Sacro. È la stessa Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela ad annunciarlo, insieme alla comunità del Seminario Arcivescovile “San Pio X”, invitando la Chiesa diocesana ad accompagnare i due seminaristi con la preghiera.
Ma dietro una comunicazione ufficiale ci sono due volti.
Ci sono due storie.
Soprattutto, ci sono due giovani che hanno avuto il coraggio di mettersi in ascolto.
Roberto: una chiamata che cresce dentro una comunità
Roberto Di Bella proviene dalla Parrocchia “Stella Maris” di Minissale, la stessa comunità nella quale si svolgerà la celebrazione dell’ammissione.
Il Seminario Arcivescovile “San Pio X” lo presenta nella tappa discepolare: Roberto frequenta il secondo anno di Seminario e il secondo anno del Biennio Filosofico.
Ed è significativo che proprio la sua comunità parrocchiale diventi il luogo nel quale questo nuovo passo sarà compiuto.
C’è qualcosa di profondamente ecclesiale in tutto questo.
Una vocazione non nasce nel vuoto. Nasce dentro una famiglia, cresce tra persone concrete, incontra sacerdoti, catechisti, educatori, amici. Si alimenta nell’Eucaristia, nell’ascolto della Parola, nel servizio e nella vita quotidiana.
Poi arriva un momento nel quale quella domanda che forse inizialmente era soltanto sussurrata dentro il cuore diventa più chiara:
«Signore, che cosa vuoi da me?»
Roberto ha scelto di non lasciare senza risposta questa domanda.
Ha iniziato un cammino di discernimento e formazione che continua ancora oggi. Perché entrare in Seminario non significa avere già tutte le risposte. Significa piuttosto accettare di lasciarsi formare, accompagnare e interrogare.
E il 15 ottobre Roberto compirà un altro passo.
Non sarà ancora il giorno dell’ordinazione. Sarà però il giorno nel quale quel cammino personale riceverà un riconoscimento pubblico da parte della Chiesa.
Joseph: da Terme Vigliatore un altro “sì”
Accanto a Roberto ci sarà Joseph Mekongo, appartenente alla Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore.
Anche Joseph si trova nella tappa discepolare e frequenta il secondo anno di Seminario; il Seminario “San Pio X” indica per lui il primo anno del Baccalaureato in Teologia.
Per la comunità di Santa Maria delle Grazie, vedere un proprio giovane proseguire nel discernimento verso il ministero ordinato è motivo di gioia, ma anche di responsabilità.
Perché una comunità cristiana non dovrebbe limitarsi ad assistere alla nascita di una vocazione.
Deve accompagnarla. Deve custodirla. Deve pregare.
Deve saper stare accanto al giovane anche nei momenti nei quali il cammino diventa più impegnativo.
Anche Joseph sta imparando, giorno dopo giorno, che la vocazione non è anzitutto qualcosa da conquistare, ma qualcosa da accogliere.
È imparare lentamente a dire:
«Signore, non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi Tu».
Due storie diverse, una stessa strada
Roberto e Joseph hanno storie diverse, provengono da comunità diverse e stanno affrontando percorsi accademici differenti. Eppure il 15 ottobre saranno uno accanto all’altro davanti allo stesso altare.
Questa immagine, forse, dice già molto.
La vocazione è personale, ma non è mai individualista.
Dio chiama ciascuno per nome, ma chiama sempre per mandare verso gli altri.
Per questo non dovremmo guardare Roberto e Joseph pensando semplicemente a due giovani che hanno scelto di diventare sacerdoti.
Dovremmo guardarli come due giovani ancora in cammino, che stanno verificando e maturando una chiamata dentro la Chiesa.
Ed è proprio questo che rende bella questa tappa.
Non celebra un traguardo. Celebra una disponibilità.
L’ammissione non è un punto di arrivo
L’ammissione tra i candidati all’Ordine Sacro è una tappa del percorso verso il diaconato e il presbiterato. Con questo rito, dopo il necessario discernimento, la Chiesa accoglie pubblicamente la disponibilità del candidato a proseguire la propria formazione in vista dell’Ordine sacro.
Per Roberto e Joseph, quindi, il cammino continuerà.
Ci saranno ancora studio, formazione, preghiera, vita comunitaria, esperienze pastorali, discernimento.
E ci saranno certamente anche domande.
Perché ogni autentica vocazione attraversa la vita reale.
Non servono uomini perfetti.
Servono uomini capaci di lasciarsi plasmare da Dio.
Uomini che imparino che il ministero non è potere, ma servizio; non è ricerca di uno spazio personale, ma disponibilità a fare spazio a Dio e ai fratelli.
E se questa celebrazione parlasse anche a noi?
Forse il 15 ottobre non dovremmo limitarci a pregare per Roberto e Joseph.
Potremmo lasciare che il loro passo interroghi anche noi.
Perché la vocazione non riguarda soltanto il sacerdote o il seminarista.
Ogni battezzato è chiamato.
La domanda cambia, ma la voce è la stessa: Dove posso servire? Chi mi hai affidato, Signore? Che cosa posso fare del tempo, dei doni e della vita che mi hai consegnato?
In un mondo che spesso ci insegna a domandarci «che cosa posso ottenere?», il Vangelo continua ostinatamente a proporci una domanda completamente diversa:
«Che cosa posso donare?»
Roberto e Joseph, con il loro cammino, ce lo ricordano.
Accompagniamoli con la preghiera
Giovedì 15 ottobre la Chiesa di Messina sarà idealmente raccolta attorno a questi due giovani.
Ci sarà Roberto, nella sua Stella Maris.
Ci sarà Joseph, accompagnato spiritualmente anche dalla comunità di Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore.
Ci sarà il Vescovo, ci saranno i formatori, i sacerdoti, i diaconi, i seminaristi, le famiglie e le comunità.
Ma soprattutto ci sarà il Signore, che continua misteriosamente a passare lungo le strade della nostra vita e a pronunciare quella parola che un giorno pronunciò sulle rive del lago:
«Seguimi».
A Roberto e Joseph non auguriamo semplicemente di arrivare presto all’ordinazione.
Auguriamo qualcosa di molto più importante:
di conservare sempre la gioia del primo incontro con Cristo;
di non dimenticare mai perché hanno iniziato questo cammino;
di diventare, giorno dopo giorno, uomini della Parola, dell’Eucaristia, della preghiera e del servizio;
e di ricordare che nella Chiesa ogni ministero diventa autenticamente grande soltanto quando sa farsi piccolo davanti ai fratelli.
E mentre loro continuano il cammino, facciamo nostra l’esortazione con la quale l’Arcidiocesi accompagna l’annuncio:
sosteniamo Roberto e Joseph con la nostra preghiera.
Perché ogni vocazione custodita è un dono per tutta la Chiesa.
E dietro ogni giovane che trova il coraggio di dire «Eccomi», dovrebbe esserci sempre una comunità capace di rispondere:
«Noi camminiamo con te».
diacono Tonino Maiorana
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