A.M.

Diacono Antonino Maiorana

XI Domenica del Tempo Ordinario, Anno B

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Cari fratelli e sorelle in Cristo,

oggi, siamo giunti all’XI Domenica del Tempo Ordinario dell’anno B, e le letture che la liturgia ci propone sono particolarmente ricche di significato e ci invitano a riflettere sulla natura del Regno di Dio.

La prima lettura, tratta dal libro del profeta Ezechiele (Ez 17,22-24), ci parla di un’immagine molto suggestiva e carica di speranza: la promessa di Dio di prendere un ramoscello dall’alto del cedro, piantarlo sul monte di Israele, farlo crescere e diventare un cedro maestoso. Questo atto simbolico rappresenta l’intervento di Dio che, a partire da una piccola e apparentemente insignificante realtà, fa sorgere qualcosa di grande e potente. È un richiamo alla fiducia nella provvidenza divina, che sa trarre grandezza anche dalle piccole cose.

Nel Vangelo di oggi (Mc 4,26-34), Gesù ci parla del Regno di Dio attraverso due parabole.

La prima è quella del seme che cresce da solo: il contadino semina il seme e, senza sapere come, il seme germoglia e cresce fino a produrre il frutto. Questa parabola sottolinea la misteriosa e autonoma crescita del Regno di Dio. Nonostante gli sforzi e la costanza dell’opera umana, la crescita del Regno appartiene a Dio, che opera anche quando l’uomo non può vedere o comprendere.

La seconda parabola è quella del granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, che cresce fino a diventare un grande arbusto, offrendo riparo agli uccelli del cielo. Anche qui, il messaggio è chiaro: Dio opera a partire dalle piccole cose che, sotto la Sua guida, possono diventare qualcosa di immensamente più grande e significativo. Questa parabola ci invita a non scoraggiarci nelle situazioni in cui possiamo sentirci piccoli o insignificanti, perché Dio vede oltre ciò che noi vediamo e può trasformare ogni piccola azione di bene in un contributo importante per il Suo Regno.

Questi insegnamenti ci chiamano a riflettere sulla nostra fiducia in Dio e sulla nostra collaborazione con la Sua opera. La fiducia non è una semplice passività, ma piuttosto una partecipazione attiva e fiduciosa al piano di Dio, confidando che Egli porterà a compimento ciò che ha iniziato. Siamo chiamati a seminare i semi della fede, della speranza e dell’amore nelle nostre vite quotidiane, anche quando non vediamo immediatamente i frutti.

Come comunità cristiana, siamo invitati a sostenere e incoraggiare reciprocamente nella missione comune di essere testimoni del Regno di Dio nel mondo. Ognuno di noi, con le proprie capacità e risorse, può contribuire in modo unico e prezioso alla crescita del Regno. Non dimentichiamo che la comunità cristiana è un terreno fertile dove le piccole azioni di fede, compiute con amore e dedizione, possono crescere e portare frutti abbondanti.

In sintesi, le letture di oggi ci invitano a ricordare che Dio è il vero protagonista della storia della salvezza e che, anche a partire dalle più piccole realtà, può operare grandi cose. Affidiamoci con fiducia a Lui, sapendo che la nostra fede, pur piccola come un granello di senape, può diventare un grande albero che offre rifugio e speranza a molti.

Che il Signore ci aiuti a essere seminatori fiduciosi e pazienti del Suo Regno, certi che la nostra piccola parte, nelle Sue mani, contribuirà a una grande opera.

Amen.

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