Nel buio della tempesta, una comunità che soffre e spera
Tra lunedì e mercoledì, l’uragano Harry ha attraversato la Sicilia ionica come una prova improvvisa e durissima.
Non è stato soltanto vento impetuoso e mare in tempesta: è stata un’esperienza che ha toccato la carne viva delle persone, mettendo a nudo fragilità, paure e solitudini.
Tra Messina e Catania, lungo la costa ionica, e fino al litorale della provincia di Siracusa, il mare ha invaso spazi che erano vita quotidiana, lavoro, memoria. Litorali cancellati, case allagate, strade spezzate, la linea ferroviaria interrotta, attività commerciali devastate: segni visibili di una ferita profonda. Ma il dolore più grande resta spesso invisibile, custodito nel cuore di migliaia di persone.
In quelle ore di paura, molte famiglie hanno vegliato nella notte, con l’acqua che saliva e il vento che scuoteva le pareti, chiedendosi se l’alba sarebbe arrivata.
Anziani hanno sentito il peso della vulnerabilità, giovani hanno visto svanire certezze, bambini hanno conosciuto un volto inquietante della realtà. C’è chi ha perso beni materiali, chi il frutto di anni di lavoro, chi la serenità che dava senso alle giornate. La sofferenza non fa rumore, ma segna profondamente.
Come Chiesa che cammina accanto all’uomo, non possiamo restare spettatori.
Davanti a questo dolore, esprimo con forza la mia solidarietà fraterna a tutte le persone colpite. Una solidarietà che nasce dal Vangelo, che ci chiede di “farci prossimi”, di chinarsi sulle ferite, di condividere il peso della croce, senza giudicare e senza voltarsi dall’altra parte.
A ciascuno di voi, che oggi vi sentite stanchi, scoraggiati, forse anche arrabbiati, desidero dire: non siete soli. Il Signore non è assente nel fragore della tempesta; Egli è presente nel silenzio del dopo, nelle mani che aiutano, negli sguardi che consolano, nella rete di bene che lentamente si ricostruisce.
Affido alla preghiera ogni persona ferita nel corpo e nello spirito.
Preghiera per chi ha perso la casa e il lavoro.
Preghiera per chi vive l’incertezza del domani.
Preghiera per i volontari, gli operatori, la Protezione Civile, la CRI, che con generosità e competenza stanno servendo la vita.
Preghiera perché da questa prova possa nascere una rinnovata attenzione alla custodia del creato e alla dignità di ogni persona.
Che il Signore asciughi le lacrime, doni forza a chi è piegato, e trasformi questa prova in un tempo di ricostruzione non solo materiale, ma anche umana e spirituale.
Nel buio della tempesta, continuiamo a credere che la luce non viene meno.
Con affetto, vicinanza e preghiera.
diacono Tonino Maiorana
Preghiera per la Sicilia ferita
Signore Dio della vita,
oggi ti affidiamo la nostra Sicilia,
terra amata e ferita,
sconvolta dal vento, dal mare e dalla paura.
Accogli il grido silenzioso
di chi ha visto crollare certezze,
di chi ha perso la casa, il lavoro, la serenità,
di chi porta nel cuore lo smarrimento e la stanchezza.
Sii vicino, Signore,
a ogni famiglia colpita,
agli anziani impauriti,
ai bambini segnati da notti di tempesta,
a quanti oggi guardano al futuro con incertezza.
Benedici, o Padre,
gli uomini e le donne che si fanno prossimi:
i volontari, i soccorritori,
la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana,
e tutti coloro che, con mani operose e cuore grande,
stanno ricucendo ferite e speranze.
Trasforma questa prova
in un tempo di solidarietà vera,
di responsabilità condivisa,
di rinnovato rispetto per il creato
e di attenzione alle fragilità umane.
Fa’ che nessuno si senta solo
nel cammino della ricostruzione,
e che dalle macerie nasca una speranza più forte,
capace di generare vita nuova.
A Te, Signore, affidiamo la nostra terra
e il nostro domani.
Sostienici con la tua pace
e accompagnaci con la tua luce.
Amen.
diacono Tonino Maiorana
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